CHI SONO...
Come raccontarsi in poche righe, quando ciò che più ci identifica – io penso – è proprio ciò che di noi ci sfugge, ineffabile, o che comunque non siamo in grado esaustivamente di descrivere? Fra le righe delle nostre biografie vi sono emozioni, pensieri, fremiti, sguardi, umori, incontri, paure, piccole e grandi gioie e dolori, la cui portata mai le “tappe” biografiche sono in grado di rendere. Tutt’al più possiamo cercare di alludere a noi stessi, alle molteplici parti di noi, sperando nel potere evocativo di poche scelte parole. E' quello che cercherò di fare qui.
CURIOSO, lo sono sempre stato, irrimediabilmente attratto dai grandi e – soprattutto – piccoli misteri del mondo e dell’esistenza. In questo senso del mistero che ci circonda sta la mia personale, laica religiosità. Una conseguenza è la mia irrequietezza conoscitiva. Anche rispetto ai suoni. E alla musica.
Una delle cose che più mi affascinano è la DENSITA’, (nelle persone, nelle cose, nei sistemi), soprattutto quando essa si accompagna alla LEGGEREZZA. Densità come ciò che elude l’unilateralità del significato per celarsi – e difendersi – nell’ambiguità e pluralità del senso. La leggerezza, come dice Italo Calvino, la associo invece alla precisione e alla determinazione, non alla vaghezza e all’abbandono al caso:
“Esiste una leggerezza della pensosità, così come tutti sappiamo che esiste una leggerezza della frivolezza; anzi, la leggerezza pensosa può far apparire la frivolezza come pesante e opaca”
[ Italo Calvino ]
Il desiderio di leggerezza in musica si tramuta per me in una necessità di togliere peso alle "figure" in gioco e alle strutture.
E’ solo nel fascinoso territorio del senso che mi è possibile intuire a tratti la STRUTTURA CHE CONNETTE LE COSE (e che mi connette ad esse), l’esperienza più appagante che io conosca, seppur di breve respiro. Ed è l’adesione a questa struttura nascosta che sognerei per la mia musica, se non fossi consapevole dell’utopia di ciò e dei miei limiti. Perciò mi accontento dell’alchimia, sperando negli insperati frutti dell’insistenza e della passione.
Mi sento in fondo un UTOPICO PROGETTISTA (in questo m’hanno segnato gli studi da architetto), ed un convinto UMANISTA, che non smette mai di meravigliarsi – un po’ bambino, un po’ matto. Soprattutto mi meravigliano ed affascinano le analogie dell’umano “fare creativo”, nei diversi campi, le somiglianze metodologiche e d’intenti, che sottendono spesso somiglianze di approccio e di forme mentali.
Mi interessa ciò che sta “sotto le cose”, così come mi interessa “entrare” nel suono. Entrarvi lentamente. Ma non passivamente. Come quando lentamente si passeggia guardandosi intorno.
“Festina lente”: affrettati lentamente, diceva un motto latino che mi racconta più di tutte queste parole.
Spazio commenti (6 commenti)
Devi essere un membro di Tertium Auris per aggiungere commenti!
Partecipa a questo social network
caro David sei proprio simpatico, veramente ho sorriso leggendo,
spero di poterti incontrare presto for Real...
se vuoi tispedisco volentieri un paio di CD di Barlow e di Raaijemakers...
lascia il tuo indirizzo nella mia mail (vai a "contact su spiritini.org e da li trovi l'indirizzo ok?)...
ossia che io non ho finito architettura a Venezia e tu non hai finito un corso di composizione!
ossia che se fai della musica come quella che stó ascoltando, io dovrei essere piú bravo di Calatrava e progettare edifici che fluttuano nell'aria (un mio sogno), ma invece sono un architetto irrealizzato, la cosa piú architettosa che ho fatto sono due installazioni sonore...
un abbraccio,
continuiamo! ;)
ciao,
RIccardo
ah non spaventarti (atevi) del testo é provvisorio e lo scrivo anche per provocare ! me stesso!
l'autostima... sono felice che tu habbia vinto quei concorsi, forse anch'io avrei dovuto o dovrei tentare di piú, ma le (poche) persone come te che ho incontrato sul cammino hanno notevolmente contribuito alla mia...per fortuna che ci siete!
coincidiamo in varie cose,
sottoscrivo la lista di musiche, con tutto il discorso che segue, impro, jazz, rock e dintorni inclusi,
mi sorprende (e sorprendermi mi mette il dubbio di essere un grande ingenuo... forse siamo in piú di quanti pensiamo con questa combinazione di elementi...
Nati negli anni 60?
Diversità percepite (per fortuna no?). Mi sento un pó Bad Boy rispetto a te, Alessandro Solbiati non avrà (se ce l'ha) un gran ricordo di me, gli presentai quattro misure scarne minimaliste... lui proponeva processi manuali (caso controllato...) che non "capivo" e non sentivo miei e poi scoprii con la composizione algoritmica in Olanda...Non finii il corso, non era il momento ...
Mi pare che all'epoca Cage, FLuxus e tutto questo non facesse parte del materiale di discussione di quelle lezioni. Per me era fondamentale. Ligeti mi lasció una traccia indelebile , poi Feldman, anche le discussioni con Luis Andriessen (ma non sono un suo fan diciamo...). Piú di tutti il mio prof Clarence Barlow...gli elettronici Olandesi con in testa il grande Dick Raaijemakers, poi Luc Ferreri, Parmegiani ...anche Harry Partch
Bad boy? refrattario ai concorsi per abitudine e per "allergia" alle cose di questo tipo. Fondamentalmente mi sento un eterno autodidatta, anarchico, outsider...spoofing max-msp if needed...
Ma torno a te, é una bella sorpresa conoscerti e ascoltare i tuoi pezzi,
aggiungo presto altri materiali (inediti alcuni, in primizia su TA come Aurali)
da condividere ed anche un testo che vorrei leggeste...
ciao,
RIccardo
ps K.Volans suonato dal Balanesku su ARGO, i quartetti...non male
intanto grazie per il tuo apprezzamento,
non ti nascondo che mi emoziona realmente in profondità,
é raro trovare "risonanze" in questa globale ...frammentazione.
La tua musica... beh vorrei aver piú tempo e lo dedicheró in questi giorni, ma anch'io o trovato una famigliare risonanza.
In questo momento sto ascoltando "tagliare le parti in grigio" e la bellissima "lullaby".
bellissima musica, anche tu hai ereditato la semplicitá di certo Feldman (al quale sono affezionatissimo) in modo tutto personale peró... anche certo kevin volans (songlines?).
Grazie...ascolto ancora e torniamo a scriverci...
magari in un futuro potremmo collaborare... in qualche forma.
ciao,
Riccardo
ps: anche "reale e virtuale" puó continuare...cerchiamo di coinvolgere gli altri
e far vibrare le discussioni, sarebbe simpatico che ognuno pubblicasse piccoli testi/manifesto, intenzioni... da discutere, condividere, contestare etc.
Visualizza tutti i commenti!